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Leggi di soppressione dei conventi.
Fra Carlo torna a Cusano
Proclamato il Regno d'Italia nel 1861, tempi tristi si addensarono sulle istituzioni religiose. La tempesta di quegli anni si chiamò: Leggi di soppressione. In forza di queste leggi, arbitrarie e ladresche, il Governo italiano stabiliva: Tutti gli Ordini e Istituti religiosi che non esercitano attività ospedaliera o educativa, sono soppressi, i loro membri espulsi e i loro beni incamerati dallo Stato.
Le disposizioni di legge entrarono in vigore nel 1866, sorprendendo il nostro Fra Carlo nel convento di Mirabella Eclano. Si può immaginare, e tanto al disotto della realtà, il suo grande dolore. A 48 anni, dopo averne passati 27 in religione, dopo aver edificato e beneficato il popolo, dopo essersi fatto vittima di espiazione e di impetrazione, si ritrovava come un esiliato: senza casa, senza confratelli, senza patria che lo trattava come un nemico.
Tuttavia, sempre ossequioso agli imperscrutabili disegni divini, accettò la prova con animo forte, memore del detto della Sacra Scrittura: Obbedite a che vi governa, anche se sono delinquenti.
Prese soltanto una precauzione: quella di andar via di notte per non turbare il popolo a lui affezionato, che lo riguardava come un santo.
Messo sulla strada, la cara nostalgia per il paese nativo lo porta a Cusano Mutri. Egli ha deciso di continuare la sua vita religiosa, pur rimanendo nel suo paese. In qual modo?
All'ingresso di Cusano si trovava, e si trova tutt'ora, una chiesetta dedicata a S. Maria delle Grazie, con annesse stanzette in abbandono. Qui si stabilisce insieme con un altro confratello, Fra Rocco. Riadattano le stanzette, si prendono cura della chiesa, attendono alle pratiche religiose e iniziano una nuova vita di consacrazione a Dio, che sarà una benedizione per Cusano e paesi limitrofi, e di cui ancora oggi rimane vivissima memoria.
La chiesetta delle Grazie e l'eremo divennero ben presto meta di devoti, che venivano a chiedere aiuti celesti e conforto nelle tribolazioni. E le divine benedizioni scesero copiose su quel sacro luogo, dove fiorirono spesso dei veri miracoli di carità e di fede. Ma di essi parleremo a parte nelle
pagine che seguono.
Scrutazione dei cuori
Tra i doni soprannaturali che i Signore concesse al nostro Fra Carlo di S.Pasquale, rifulse quello della scrutazione dei cuori. Alcuni fatti straordinari rilevano questa sua virtù. Eccoli:
1. Donna Matilde Orsino riferisce che il canonico don Giovanni Penta, di Mirabella Eclano, ebbe una crisi spirituale, ed era malato. Mandò a chiamare Fra Carlo e gli disse che avrebbe creduto alle sue virtù taumaturghiche, se lo avesse guarito. Rispose: Voi guarirete quando avrete messo a posto la vostra coscienza, tornando sulla retta via. Il canonico Penta aggiustò i fatti della sua coscienza, guarì e, per gratitudine, volle ritornare a predicare a Cusano Mutri per la festa della Madonna del Buonconsiglio, che Fra Carlo teneva alle Grazie.
2. La stessa signora narra: Un certo Angelo Scetto ricorse a mia madre, che era zelatrice di Fra Carlo, affinché intercedesse per lui. Gli disse: Vai tu da Fra Carlo alla Madonna delle Grazie. Ma come ci posso andare, rispose, se da trent'anni non mi confesso? Mia madre insisté, dicendo: Vai,e fai attenzione a ciò che ti dice. Effettivamente lesse nella sua coscienza e lo esortì a confessarsi, poiché erano trenta anni che non lo faceva.
3. La medesima continua: Mio fratello Luigi era stato allattato da una certa Vittoria, soprannominata "papa", che soffriva di epilessia. Un giorno Fra Carlo capitò a casa nostra, e mio fratello chiamò Vittoria, perché si raccomandasse a lui per avere la grazia. Il servo di Dio le rispose che prima doveva rimettersi in grazia di Dio, dichiarando il tempo preciso dacché non si confessava. La donna offrì una lira a Fra Carlo per i ceri alla Madonna, e lui l'accettò.
Passato del tempo, mio fratello disse alla sua mamma di latte: Vittoria, ora state bene, la Madonna vi ha fatto la grazia per mezzo di Fra Carlo, siatene riconoscente. E lei: Se ho ricevuto la grazia, ho dato pure una lira.
Questo avvenne di sera, mentre eravamo tutti vicino al fuoco. L'indomani, per tempo, venne a casa nostra Fra Carlo e domandò di Vittoria. Quando questa venne, le disse: La Madonna non ha bisogno della vostra lira. Le ritornarono le convulsioni epilettiche, e, poco tempo dopo, morì.
4. Andrea Scetto fu Angelo, di 65 anni, da Cusano Mutri, racconta che suo zio Pasquale aveva la moglie ammalata, tanto da non poter allattare la sua creatura. Ricorse a Fra Carlo, e questi gli disse: Tu hai la camicia sporca. Avete ragione, rispose Pasquale, mia moglie è malata e non può lavarmela. Ma no! io intendo parlare dell'anima, soggiunse Fra Carlo, perciò pensa a fare il tuo dovere e avrai la grazia di Dio.
Pasquale andò a confessarsi e tornò alle Grazie da Fra Carlo, il quale gli disse: La tua coscienza non è ancora pulita. Pasquale infatti aveva taciuto un peccato. Andò a confessarsi di nuovo e tornò. Questa volta gli disse: Bravo! ora stai bene, ritorna a casa, ci vedremo oggi.
Nel pomeriggio Fra Carlo si portò a casa di Pasquale, dicendo: Stasera o domani tua moglie avrà il latte. Così realmente avvenne l'indomani.
5. Un certo Alfonso Valente aveva un figlio con una ferita cronica ad una gamba. Lo portò da Fra Carlo, che gli disse: Come vuoi che tuo figlio guarisca, se tu non ti confessi da tre anni, e precisamente da quanto ti sposasti? Ciò era vero. Dopo essersi rimesso in grazia di Dio, il bambino guarì per le preghiere di Fra Carlo.
6. Pasquale Vitelli fu Biagio, di 69 anni, da Cusano Mutri, racconta che una volta suo padre aveva le pecore malate e mandò a chiamare il monaco santo. Questi venne subito, si appoggiò ad un bastone della rete, che teneva chiuse le pecore, e pregò. Poi disse: Biagio bada che tu non sei a posto con la tua anima, pensa a riconciliarti diversamente la grazia non la potrai avere. Morirà ancora un'altra pecora; poi il Signore avrà pietà di te, se ti confesserai. Così realmente avvenne.
7. Alfredo Barone, di Cusano Mutri, racconta: Nel febbraio 1878 una mia sorella di nove anni fu presa da broncopolmonite e, aggravandosi, fu munita dei conforti religiosi. Con infantile candore, espresse all'arciprete il desiderio di morire per andare in paradiso, mentre mia madre piangeva e non si poteva rassegnare.
Nel pomeriggio venne Fra Carlo a visitare mia sorella. Subito mia madre lo supplicò di fare una preghiera alla Madonna, affinché le salvasse la sua amata figliola. Fra Carlo rispose: Ti sei dimenticata di quello che ha detto all'arciprete stamattina la tua figliola? Vuole andare in paradiso: perché vogliamo togliercelo?
Questa fu una vera lettura del pensiero, senz'altro rivelata da Dio, perché lui non sapeva niente del dialogo della mattina. Fra Carlo si licenziò, promettendo a mia madre di pregare la Madonna affinchè la consolasse. La sera mia sorella morì e andò tra gli angeli del paradiso, come aveva desiderato.
8. A una famiglia di piccoli allevatori si ammalarono alcuni maiali. La Moglie disse al marito: Chiama Fratello Carlo. Egli non volle andare perchè poco credeva ai miracoli. Andò allora la donna, mentre lui si nascondeva in casa per non farsi trovare. Fra Carlo rispose alla richiedente: Vengo ma lì c'è uno che non mi vuole.
Arrivato in casa, disse: Chiamate vostro marito. La donna rispose: Non c'è. Non dite Bugie! E lei replicò: Non c'è è andato in montagna a far legna. Ma Fra Carlo si avvicinò ad una porta, bussò col bastone e disse: sta qui. L'uomo uscì tutto confuso, mentre la donn arrossiva di vergogna. I maiali, però, furono ugualmente risanati.
9. Marcantonia Valente fu Alfonso, domiciliata in Cusano, narra che aveva un fratello malato di spina ventosa, ostinata a guarire. Lo chiamarono lo zoppo, perchè l'arto malato lo faceva camminare a stento. Una zia consigliò di ricorrere al Monaco santo, ed il padre, semi-ubriaco, andò verso la chiesetta della Madonna della Grazie. Poco dopo a casa furono avvertiti che mastro Alfonso giaceva in un fosso.
L'indomani il brav'uomo riuscì nello scopo e fu accolto da Fra Carlo con queste parole: Ma come, ubriaco, venivi a chiedere grazie al Signore? Avvicinati a Dio, avvicinati a Dio! Sei un bell'uomo, ma stai troppo lontano dai sacramenti, da quattro anni non hai fatto la Pasqua.
L'uomo rimase mortificato e, tornato a casa, voleva picchiare la moglie, credendo che lei avesse rilevato tutto. Convinto poi che il santo Monaco l'aveva saputo per rivelazione di Dio, si accostò ai sacramenti.
Qualche giorno dopo Fra Carlo passò dalla casa dell'infermo e al segno di croce, fatto con la reliquia, scomparve la piaga e non tornò mai più. Congedandosi, ripeté: Abbiate fede in Dio!
10.La signora Ida Altieri Bernet attesta: un uomo di Cusano Mutri quando era ragazzo, volendo far cosa gradita al Monaco santo, andò nel pollaio, rubò sei uova alla mamma e tutto contento si avviò alle Grazie. Strada facendo, si accorse che un uovo s'era rotto in tasca. Tutto mortificato, prese il fazzoletto e pulì ben bene gli altri cinque, cambiandoli di tasca.
Appena giunto, tirò fuori le uova e le porse a Fra Carlo. Questi gli disse: Io non voglio che tu rubi le uova a tua madre per portarle a me. Poi, vedendo la confusione del giovinetto, aggiunse: Giacché me le hai portate, perché non me le dai tutte?.
Il ragazzo confessò che se n'era rotto uno, sporcandogli la tasca e il fazzoletto. Così dicendo, infilava la mano in tasca per dimostrare la verità di quanto asseriva. Meraviglia! trovò un uovo intero come gli altri.
Spirito profetico
Il nostro Fra Carlo ebbe in dono da Dio anche lo spirito profetico, per cui leggeva nel futuro come se gli fosse presente. Vi furono infermi ai quali predisse la morte, ad altri la salute; vi furono devoti che ricevettero lieti presagi, oppure tristi. Vediamone alcuni:
1. Alfonso Mallardi narrò a Nicola Prece, che essendosi recato a portare un regalo al Monaco santo per la guarigione da paralisi della sorella Concetta, chiese ancora un'altra grazia. Fra Carlo rispose: Lo so, lo so, sono sette anni che tuo padre si trova in America e non scrive. Egli ha avuto una malattia al viso, ora sta meglio, perchè ha ottenuto la grazia da S. Gregorio. Ha molti denari, tornerà appena sarà completamente bene, perciò stai tranquillo.
Tutto risultò esatto. Inoltre Fra Carlo previde il giorno dello sbarco a Napoli di Mallardi padre e il giorno del suo ritorno nel paesino di San Gregorio. Ambedue gli avvisi furono comunicati alla famiglia Mallardi tramite il signor Giovanni Mongillo.
2. Nel periodo compreso tra il 1874 e il 1875 Fra Carlo si recò più volte in casa della famiglia Perfetto a visitare una giovane malata da lungo tempo. In una di queste visite, dopo aver esortato la madre a compiere la volontà di Dio, le preannunziò un altro grandissimo dispiacere entro qualche giorno. Non passarono due o tre giorni, e morì improvvisamente la nuora di lei, Filomena Palmieri, la quale al momento della visita di Fra Carlo era in florida salute. Tale avvenimento produsse enorme impressione, e se ne fece un gran parlare nel paese di Cusano. (firmato: Giovanni cav. avv. Perfetto).
3. Lorenzo Perfetto, di Cusano, visse con la moglie Maria Crocco quindici anni, dei quali dodici li passò sempre a letto malato. Suo figlio Pasquale ricorda che quattro o cinque giorni prima di morire, mandò la mamma dal Monaco santo, affinchè pregasse la Vergine delle Grazie di non farlo più soffrire.
Maria Crocco espose il suo caso a Fra Carlo. Questi pregò alquanto, tenendo le mani alla fronte, poi disse: Maria, tu sei stanca. No, Fra Carlo, è il mio Lorenzo che è stanco di soffrire e desidera un sollievo; quanto a me son sempre disposta a fare quel che vuole Dio. Sta bene, riprese Fra Carlo, tra giorni sarai consolata.
Maria rientrò a casa e raccontò al marito quanto aveva ascoltato. Lorenzo, che non poteva più sopportare le sofferenze, il terzo giorno rimandò la moglie da Fra Carlo, che le disse: Torna pure a casa, tra qualche giorno sarà esaudito. Infatti il giorno di S.Giovanni, 24 giugno, dopo tre giorni dall'ultima dichiarazione di Fra Carlo, il malato cessò di soffrire per volarsene al cielo. (firmato: Serafino Ruggero Perfetto e Maria Vittoria Perfetto).
4. Lorenzo Crocco fu Giovanni Battista narra che sua madre, Maria Concetta Mastrillo, andò dal Monaco santo, portando un suo fratellino di quindici mesi e malato da quattro. Fra Carlo pregò davanti la Vergine delle Grazie, poi salì nella cameretta, dicendo a sua madre di attenderlo in cappella. Ridiscese con una fetta di pane, e invitò la donna a mangiarla. Mangiatela, le disse: Questo bambino è un angioletto che vuole la Madonna, egli domani alle ore 22 entrerà in agonia e alle 23 spirerà. Il giorno dopo, alle 22 precise, il bimbo entro in agonia e alle 23 spirò.
5. Domenico Venditti fu incolpato di complicità in un omicidio e rinchiuso nel carcere di Benevento, La moglie andava a piangere dal Monaco santo, il quale la confortava così: Fra giorni sarai consolata, non temere!
Frattanto una vicina si ostinava ad accusare quel pover'uomo. La moglie, disperata, si inginocchiò e tra le lacrime pregò: S.Pasquale mio, se mio marito è colpevole, fa' che non arrivi a rientrare nella sua casa; se poi è innocente, fa' che non arrivi lei a vederlo.
L'uomo fu riconosciuto innocente e lasciato libero. Mentre arrivava alla Madonna delle Grazie, la donna accusatrice cadeva da un albero di gelso e moriva all'istante.
6. Donna Matilde Orsino racconta: Mio fratello Luigi, il beniamino della nostra famiglia, a diciassette anni fu colpito da meningite. Al ricorso angoscioso di mia madre, Fra Carlo rispose: Bisogna fare la volontà di Dio. La risposta non lasciava speranza, tuttavia continuammo ad insistere, e fu chiamato anche il confessore del servo di Dio, padre Morcellino alcantarino, perchè lo convincesse. Nella nostra cappella di casa, presenti tutti i familiari, il padre Morcellino ordinò a Fra Carlo, in virtù di santa obbedienza, di pregare per la salute dell'infermo. Mentre pregava, risuonò uno squillo di campanello per tutta la casa. Avete inteso. A chi l'attribuite? disse Fra Carlo. Tutti pensammo alla grazia ottenuta.
Si, continuò, la grazia si è ottenuta, ma, cara donna Marianna, vi dovete accontentare, se ora non vi accontentate della grazia che il Signore vi fa, dovete poi adattarvi a tutto ciò che potrebbe capitare alla vostra famiglia, sopravvivendo il vostro figliolo.
Mia madre rispose. Ebbene farò conto di aver fatto la nutrice alla Vergine Santissima. Così va bene, replicò Fra Carlo. Dopo circa mezz'ora, mio fratello spirò.
7. Il cav. Nicola Santagata, quasi ottantenne, il 30 agosto 1946 rilasciava questa significativa dichiarazione: Attesto con piena coscienza riguardo alla veramente santa vita del laico fratello Carlo. Nei miei ricordi d'infanzia emerge la sua vita penitente, fatta di continue rinunzie e sacrifici. Rammendo il suo giaciglio consistente in una pelle di pecora messa sulla nuda terra per distendervisi sopra durante la notte, con un grosso sasso per capezzale.
Nelle frequenti visite con i miei fratelli, noi, allora bambini, restavamo attoniti e sorpresi d'ammirazione innanzi a un bel quadro rappresentante la Madonna del Buonconsiglio, di cui egli era devotissimo, ed il cui aiuto impetrava per i numerosi devoti che ricorrevano a lui per averne conforto e grazie. E di queste, molte otteneva con l'efficacia delle sue preghiere, per altre confessava umilmente l'impossibilità di ottenerle. Cosa questa che si verificò proprio a nostro riguardo.
A mia madre che lo premurava di pregare per la guarigione di mio padre, egli rispondeva: Pregheremo per l'anima. Sul momento non si fece caso a tale risposta, ma, avvenuto dopo poco tempo il decesso, si dedusse che ne aveva preveduta la fine, non per umana sensazione ma per ispirazione divina.
8. Il Duca di Pietramelara, gran devoto del nostro servo di Dio, un giorno gli disse: Fratello Carlo, la mia figliola ha incontrato un bel matrimonio, voi che ne dite? Egli rispose: Sì, è un bel matrimonio, ma non tanto buono; vi daranno, signor Duca, un forte dispiacere. Infatti non passò molto tempo e si divisero, né si riunirono più.
9. Una donna aveva il marito malato. Per ottenere la grazia, andò a pregare nella chiesetta delle Grazie e fece voto che se guariva, anche se le morivano i due figlioli che aveva, non avrebbe versato una lacrima.Fra Carlo udì la bestemmia. L'indomani andò da lei e le disse: I tuoi figlioli vivranno, ma tuo marito morirà. E così' fù.-
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